Apertura

La collezione è visitabile ogni sabato, domenica e festivi prenotando alla mail collezionespada@gmail.com o telefonando al numero +39.328.7496672

MUSICA DELL'INFANZIA



B. 23.      Violino ¾ italiano, recante un’etichetta A. MONZINO & FIGLI / Milano – via Rastrelli, 10 / PREMIATA LIUTERIA ARTISTICA. Oltre l’etichetta vi è una scritta a inchiostro: ANTONIUS STRADIVARIUS CRAEMONENSIS / FACIEBAT ANNO 17.. e il simbolo dei due cerchi concentrici, la croce e le lettere A S. Lo strumento ha la tavola in abete, fondo e fasce in acero marezzato e, sotto la tastiera ebanizzato, un listello di legno di circa un millimetro. Lunghezza totale mm 571, larghezza corpo sup. mm. 155, larghezza corpo inferiore mm. 191.

B. 27.      Sonometro a tre corde risalente al primo decennio del XX secolo. Il sonometro è uno strumento con il quale si può determinare l'altezza di un suono, cioè il numero delle sue vibrazioni. Esso utilizza la proprietà per cui il numero delle vibrazioni di una corda tesa, se la tensione non varia, è in ragione inversa della sua lunghezza. Il sonometro consiste in una cassetta rettangolare di legno, la quale porta all'estremità due ponticelli fissi dove si poggiano le corde. Queste sono fissate a un capo con delle meccaniche a vite mentre dall'altro sono tenute in tensione da delle molle. Se si vuole limitare la parte vibrante della corda, la si preme su un terzo ponticello scorrevole a piacere lungo lo strumento. La lunghezza della parte vibrante si legge su una scala disegnata lungo la corda. Questo strumento è largo mm. 63, lungo mm. 850, il diapason è di mm. 61. Sulla tavola armonica vi sono quattro fori circolari e la scala su cui vi è la dicitura: L. E. Knott Apparatus Co. / Boston, Mass. mentre sul fondo vi è un cartiglio rovinato su cui si può leggere: SONOMETER NO. 53 – 11 / L. E. Knott Apparatus Co. / CAMBRIDGE, Mass.

B. 31.      Ochydactyl, strumento usato da musicisti e dattilografi per aumentare l'agilità e il divaricamento delle dita, databile ai primi del ‘900. È costituito da cinque alloggiamenti per le dita che continuano in lunghe leve collegate a delle molle posizionabili a varie altezze e che permettono di impostare la "forza". Tutta la struttura è in metallo di mm. 110 di altezza, 165 di larghezza e 110 di profondità mentre le leve sono lunghe mm. 265.

B. 32.      Salterio ad arco anonimo, probabilmente costruito nella prima metà del XX secolo. Costituisce una delle varianti dello strumento psalterium; in questa versione il suono si realizza mediante sfregamento delle corde di metallo con un minuscolo archetto. La possibilità di suonare agevolmente tanto le corde dei suoni diatonici, quanto le corde dei suoni alterati, fa sì che lo strumento debba assumere la foggia pressoché obbligata a triangolo. Si presenta come un triangolo isoscele con corde di acciaio armonico disposte perpendicolari alla base minore che sono sollecitate con un archetto. Sul lato destro sono disposte le note naturali e sul lato sinistro le note alterate. La particolarità di questo strumento è dovuta essenzialmente al suono, ricco di armonici e risonanze. Le dimensioni dei lati lunghi sono di mm. 585 mentre la base è di mm. 195. Possiede un corto archetto e ventisei corde per un’estensione da Fa4 al Sol5.

F. 7.        Flagioletti in celluloide costruiti da Charles Ullmann tra il 1890 e il 1895. Il primo, di sezione quadrangolare (tranne la base cilindrica) è lungo 223 mm. con sei fori e decorazioni in finta tartaruga, è marchiato: Atlas / stella a 5 punte U stella a 5 punte / Paris / deposee  e sul retro: n* 2299 / SOL / G. Il secondo, cilindrico, a sei fori anteriori, è lungo 251 mm. è marchiato: Atlas / stella a 5 punte U stella a 5 punte / Paris / deposee  e sul retro: n* 2290 / FA / F.

F. 33.      Flautino, probabilmente campano, databile alla prima metà del XIX secolo. Lo strumento, dal suono acutissimo, presenta quattro fori anteriori e uno posteriore, un labium di legno e una lunghezza di mm.108.

F. 41.      Flauto dolce a tubo chiuso databile tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, anonimo, in avorio con cinque fori (due anteriori, uno posteriore e due laterali), scala fondamentale: Sol, La, Si, Re, Mi, Sol. Lo strumento è lungo mm.75, largo 47 e presenta un piccolo tappo al piede.

F. 43.      Flageolet d’oiseau francese, anonimo, databile alla seconda metà del XVIII secolo, in avorio modellato a forma di ramo di albero con becco, piede e nodi colorati in marrone. È  uno strumento con quattro fori nella parte anteriore e due fori sul retro per i pollici, della lunghezza totale di mm. 112. La sua invenzione è attribuita da Charles Burney in Juvigny Sieur de Paris che ha suonato questo strumento nel Ballet Comique de la Reine. Lo strumento è stato descritto e illustrato da Marin Mersenne (1588 - 1648) nel suo Harmonie Universelle nel 1636 (Libro quinto "fiati A"). Il primo metodo di flageolet trovato è quello di Thomas Saluto: Il compagno piacevole o nuove lezioni e le istruzioni per la Flagelet. è stato utilizzato anche dalla musica d'arte del XVII secolo, per esempio in un'introduzione strumentale per due fagioli in oratorio Abelle di Pietro Torri, con sede a Bruxelles nel 1695. Il flageolet d’oiseau è poi utilizzato nel XVIII secolo da Vivaldi, Handel e Gluck.

F. 45.      Flautino anonimo, in legno tinto, a sei fori anteriori e con una piccola fessura al fianco della finestra del labium. Il profilo a onde (Wellenprofil) ricorda specificamente gli strumenti della scuola di Norimberga di fine 600 / inizi 700. Lo strumento è alto mm. 118.

F. 50.      Cucù italiano, anonimo, probabilmente toscano, costruito nella metà del XIX secolo. Lo strumento è in avorio, con due fori laterali che permette di variare la nota dal Re al Do e al La# e un labium con una zeppa in legno. Il cucù misura mm. 75 e ha una forma vagamente tronco-conica.

F. 51.      Flagioletto francese (flageolet d'oiseau), anonimo, databile alla prima metà del XVIII secolo, corpo in avorio e testa e piede in corno nero. È uno strumento con solo tre fori nella parte anteriore e due fori sul retro per i pollici, della lunghezza totale di mm. 112 e con il La come nota più grave. Il suo nome deriva dai suoni particolarmente dolci e acuti che emette, simili al canto di un uccello: è la taglia più piccola dei flagioletti. Lo strumento è contenuto in una custodia di cartone dipinto di rosso.

K. 14.      Celesta di piccole dimensioni (celestino, glockenspiel) di area tedesca, costruita all’inizio del XX secolo. La celesta è uno strumento musicale idiofono, ossia che produce il suono mediante il materiale stesso di cui è composto senza l'ausilio di parti poste in tensione: nel caso specifico si tratta di uno strumento a percussione, il cui aspetto è simile a quello di un pianoforte di piccole dimensioni. Il suono, dal caratteristico timbro simile a quello del carillon, viene prodotto da alcune coppette di metallo sospese e percosse tramite un sistema di martelletti comandati da una tastiera come quella del pianoforte. Quindi le sonorità che è in grado di produrre sono flebili, ovattate nel registro grave, luminose nel medio e brillanti nell'acuto. Costruita e brevettata nel 1886 dal francese Auguste Mustel, la celesta fece il suo primo ingresso nel mondo musicale con il balletto Lo Schiaccianoci, di Pëtr Il'ič Čajkovskij, nel brano della Danza della Fata Confetto. Questo strumento è alto mm. 300, largo mm. 460 e profondo, alla tastiera, mm. 271, presenta venticinque tasti (dal La 4 al Mi 6) anche se i tasti estremi non producono suoni.

L. 13.      Organetto a bocca, strumento a fiato ad ance costruito in Germania all’inizio del XX secolo. Si presenta con l’imboccatura di una tromba e un corpo, a forma di parallelepipedo (224 x 99 x 57 mm.), in legno ricoperto di celluloide sul quale ci sono dieci tasti per la melodia a destra e due di basso sulla sinistra. I tasti aprono dei fori posti sul somiere che permettono di vibrare a delle ance metalliche.

L. 14.      Hohner-sax, strumento a forma di sax ma funzionante come un’armonica. L’aria è convogliata nel corpo dello strumento che presenta dodici chiavi (10 + 2) corrispondenti a dodici note emesse da ance metalliche. Questo strumento è stato costruito in Germania, dalla Hohner nella prima metà del XX secolo.

L. 15.      Tromba-armonica a otto tasti, in due pezzi di ottone più il bocchino, probabilmente francese e databile alla seconda metà del XIX secolo. Lo strumento, a forma di una tromba, presenta otto tasti collegati ad altrettante ance metalliche che, suonando come un organetto, producono una scala dal Do 5 al Do 6. Lo strumento è lungo mm. 424.

L. 16.      Trombone-armonica francese costruito nei primi decenni del XX secolo, sulla campana vi è l’etichetta del venditore: MUSIQUE / P. VANDERVILLE / DOUAI. Lo strumento è lungo, a coulisse chiusa mm. 536, aperta mm. 672. All’interno della coulisse vi sono otto ance metalliche che, a secondo della posizione, producono otto note diverse.

L. 17.      Sax-armonica, giocattolo degli anni trenta in metallo dorato, alto circa mm. 320, a forma di sax con un bocchino a tazzina e sei tasti. I tasti convogliano l’aria a sei ance metalliche che producono le note (Si, Do, Re, Mi, Fa#, Sol).

L. 18.      Flauto-armonica, giocattolo tedesco dei primi anni del XX secolo. Lo strumento è costituito da un parallelepipedo di legno e da una piccola tastiera laterale che monta dieci tasti tondi in madreperla che comandano valvole metalliche esterne. Il suono à prodotto da ance semplici metalliche. Il corpo è delle seguenti dimensioni: mm. 32 x 79 x 226, la tastiera è lunga mm. 196, vi è un’imboccatura e un finale di legno ebanizzato per una lunghezza complessiva di mm. 134.  Sul bordo vi è la scritta: Mein – Stolz.

M. 2.       Fischietti in terracotta, italiani del XX secolo. Il primo rappresenta una figura femminile, lungo 77 mm., presenta un’imboccatura e due buchi. La seconda è una piccola ocarina di forma rotonda con quattro fori nella parte superiore e due in quella inferiore. Il terzo è un fischietto a forma di ocarina con imboccatura laterale, 147 mm. due fori anteriori e uno posteriore con volti femminili e medaglioni. 2 fischietti ad acqua che mimano il canto degli uccelli, forma di pesci, 100 mm. di lunghezza. 3 fischietti zoomorfi con foro d’imboccatura e 2 fori a forma di conchiglia (71 mm.), di civetta (88 mm.) e di rondine (112 mm.), l’ultimo è un fischietto zoomorfo a forma di gallo, realizzato da Rosario Mastro alla metà del XX secolo in terracotta graffita e non smaltata.

M. 3.       Ocarine in terracotta del XX secolo. Questo flauto globulare fu inventato a Budrio (BO) nel 1863 da Giuseppe Donati che fu autore di una produzione notevole affiancandola a metodi di studio fino alla costituzione di un intero complesso di virtuosi. Cesare Vicinelli nei primi decenni del '900 raccolse l'eredità di Donati aprendo un'altra fabbrica a Budrio e, perfezionandone la tecnica, portò al massimo splendore questo semplice strumento. Le prime due provengono dalla manifattura De Fazio di Grottaglie e sono pezzi decorativi, in ceramica, della lunghezza di 197 e 145 mm.  con 8 fori anteriori e 2 posteriori; la terza proviene dalla ex Germania Est, è in terracotta dipinta di rosso e presenta 2 fori sulla parte posteriore e 8 su quella anteriore, lunghezza 185; la quarta di 113 mm. probabilmente emiliana ha 8 fori anteriormente di cui l'ultimo doppio e 2 + 2 posteriormente; la quinta e la sesta sono due grosse ocarine (mm. 151 e 180) non professionali, in terracotta non smaltata, realizzate da Annicchiarico Francesco; la settima, n terracotta dipinta di nero, lunga mm. 148, è di provenienza austriaca e presenta 8 fori anteriori e 2  posteriori; l’ottava e la nona furono costruite a Budrio, dalla manifattura Arrigo Mignani, sono in legno e presentano la solita disposizione dei fori per una lunghezza di mm. 129 e 160; la decima, infine, in legno dipinto di nero, in Re, di manifattura austriaca (marchiata MUSIK / AUSTRIA, la lettera D e due medaglie sovrapposte), è lunga mm. 178.

M. 6.       Fischietti per richiamo d’uccelli costruiti nel XIX secolo in Francia e Nord Italia. I primi tre, per tortore, sono due in legno scuro e uno in bosso, torniti in forma globulare con un foro anteriore e un piede. Il primo ha il foro foderato in corno ed è lungo mm. 137, l’altro è lungo mm. 116 mentre il terzo, in legno chiaro, è lungo mm. 129 ed ha il foro in corno. Gli altri tre sono richiami per piviere e cucù, sono in legno, con un solo foro in posizione anteriore, laterale o al piede e della lunghezza rispettivamente di 91, 62 e 62 mm.

M. 8.       Castagnette di Sorrento, sorta di nacchere con manico costituite da un pezzo centrale con manico e due pezzi laterali che suonano facendoli risuonare sul palmo dell’altra mano. I due pezzi sono uno in abete della lunghezza di 189 mm. e l’altro in rovere di 147 mm. con un piccolo fregio tondo in avorio sul manico.

M. 9.       Nacchere di legno di ulivo costruite nella prima metà del XX secolo. Questi strumenti a concussione sono a forma di conchiglia e sono fatti risuonare nel palmo delle mani, in questo caso sono presenti entrambe le coppie di nacchere. Lo strumento è di 85 x 62 mm.

M. 11.    Kaazoo (mirliton) francese, Varinette, costruito nel secondo decennio del XX secolo.  Questo strumento è formato da un tubicino ligneo con un foro centrale e due membrane poste alle estremità. Soffiando o cantando dall’imboccatura si fanno vibrare le membrane che producono il suono.

M. 12.    Whistles a coulisse, coppia di strumenti inglesi della seconda metà del XIX secolo, il primo (65 mm.) in avorio con la coulisse in ebano e il secondo (57 mm.) in mogano con la coulisse in osso e un collarino con catenella in ottone.

M. 21.    Giocattolo a forma di ciaramella con un’ancia metallica vibrante e quattro tasti metallici che fanno variare le note. Costruito in due parti di legno, nell'Italia centrale alla metà del XIX secolo.

M. 23.    Kaazoo inglese costruito nei primi decenni del XX secolo, corpo in ebanite della lunghezza di 114 mm., e due campane metalliche per le lamine vibranti. Marchio: SWANEE / SAZZAFONE / REG. / MADE IN LONDON / ENGLAND / PRO. PAT. / REG. DESIGN / REG. U.S. PAT. OFF.

M. 24.    Mirliton, costruito probabilmente nel Nord Italia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Corpo cilindrico, in legno, della lunghezza di 341 mm. ricoperto di carta verde con puntini blu e rossi. Le due estremità sono di legno naturale tornito elegantemente, una con otto fori di sfiato e l’altra con l’imboccatura e la membrana vibrante.

M. 25.    Mirliton, costruito probabilmente in Italia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Il corpo, cilindrico, della lunghezza di 261 mm. è in legno tornito e presenta a un’estremità l’imboccatura e ventiquattro fori di sfogo. I due finali sono in ebano per una lunghezza totale di 303 mm.

M. 26.    Mirliton, costruito probabilmente a Venezia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Presenta un corpo cilindrico, di legno colorato in marrone, con l’imboccatura e otto fori di sfogo. Le due estremità, che alloggiano le membrane, sono avvitate al corpo per una lunghezza totale di 223 mm.

M. 27.    Xilofono giocattolo, costruito in Svizzera verso la fine del XIX secolo. Lo strumento è costituto da dodici lamelle metalliche (dal Do4 al Fa 5) fissate su un supporto ligneo inserito in una scatola di legno (dimensioni 371 x 133 x 48 mm.) ricoperta di carta decorata con disegni di bambini che suonano. All’interno vi è un piccolo percussore di legno.

M. 28.    Flauto da eunuco, di fattura probabilmente napoletana, databile alla seconda metà / fine del 700. Il flauto eunuco è in pratica un mirliton con la membrana di risonanza a una sola estremità, di fattura professionale e spesso raffinata. Questo strumento presenta il corpo, lievemente conico, in legno mordenzato, due ghiere e le estremità in osso finemente intagliato. Il foro d’insufflazione è posto sulla parte stretta del corpo, vicino alla membrana che, nascosta dalla protezione in osso, era fissata con del filo sul tenone zigrinato: la lunghezza totale dello strumento è di 273 mm.

M. 31.    Strumenti per pastori musicanti da presepe, napoletani, databili alla metà del XIX secolo. Gli strumenti sono una cornamusa zoppa, tipo molisana, con otre in vescica animale e corpo in legno e una ciaramella in legno, costruiti in modo molto particolareggiato e fedele all’originale.

M. 32.    Richiami per quaglie di pelle di asino, italiani, databili ai primi decenni del XX secolo. Questi strumenti sono costituiti da sacche di pelle di asino rovesciata; cinque di loro presentano un pezzo di osso di pecora (tibia) e due di essi un tubicino di metallo a cui è stato praticato un foro che funge da labium. Il suono si emette premendo la sacca. Gli strumenti sono rispettivamente di mm. 210, 182, 155, 154, 146, 157 e 132.

M. 34.    Xilofono giocattolo costruito negli Stati Uniti nel 1930 nella sua scatola originale. Lo strumento è costituito da otto lamelle metalliche infisse su di un supporto metallico trapezoidale di mm. 256 con i lati di mm. 106 e 75. Vi sono anche due bacchette di legno colorato e degli spartiti con semplici canzoni.

M. 35.    Richiami per uccelli italiani databili ai primi decenni del XX secolo Il primo, per tordi, è costituito da un cilindro a mantice di mm. 38 di diametro e 64 di altezza formato da una molla con rivestimento in pelle che, chiusa all’estremità da un tappo in legno, insuffla l’aria in un cilindretto metallico posto alla base e che produce il suono. Il secondo, per tordi, è simile al primo e di dimensioni 38 x 60. Il terzo è un richiamo per Cavalieri d’Italia e cilindro di legno di mm. 133 con una ruota dentata e una lamella all’apice. Il quarto è un richiamo per gazze in ottone e plastica verde di mm. 94. Il quinto è un richiamo per gazze in ottone e plastica rosa ed è lungo mm. 109. Il sesto è piriforme, in ottone, per merli, e si suona in aspirazione, mm. 62. Il settimo, per merli, è simile al precedente ed è lungo mm. 69. L’ottavo è lungo mm. 79, per tordi, è formato da un parallelepipedo di legno e il suono è prodotto dallo sfregamento di una vite metallica all’interno di esso. Il nono è un richiamo in metallo, per allodole, con una lunga imboccatura e un cilindretto di base, delle dimensioni complessive di mm. 51. Il decimo, per merli, è un piccolo cilindro schiacciato in metallo di mm. 24 x 20. L’undicesimo, per merli, è simile al precedente ma di dimensioni mm. 28 x 7. Il dodicesimo, per merli, è simile al precedente, di dimensioni mm. 37 x 14.  Il tredicesimo è un piccolissimo richiamo per allodole, conico, in osso, di mm. 27. Il quattordicesimo è un richiamo per uccelli acquatici, di legno dipinto di nero, alto mm. 86, con un’imboccatura sferica e un corpo cilindrico. Il quindicesimo è un fischietto metallico, da nostromo, cilindrico di mm. 73. Il sedicesimo è un richiamo per uccelli acquatici, piriforme, di legno dipinto di nero di mm. 55. Il diciassettesimo è un richiamo per anatra germano, di legno dipinto di nero, conico, alto mm. 104. Il diciottesimo è un richiamo per anatre in osso di pecora, cilindrico, lungo mm. 62. Il diciannovesimo è un fischietto globulare, per tortore, in plastica marrone, lungo mm. 115.

M. 36.    Giocattoli tedeschi, costituiti da cilindri di latta con decorazioni infantili e una manovella superiore che, girata, produce dei suoni. Gli strumenti sono di varie dimensioni; uno è mm. 74 x 76 ed è decorato con dei cagnolini, tre sono di mm. 90 x 82 e sono decorati con scene da circo, con bimbo con capelli rossi e con coniglietti e orsacchiotti, il quinto è di mm. 110 x 106 ed è decorato con bimbi che suonano.

M. 40.    Richiami per uccelli acquatici in legno chiaro, piemontesi databili alla metà del XX secolo. Il primo è di mm. 120 e presenta un piccolo foro d’imboccatura e una grossa apertura alla base. Il secondo, vagamente cilindrico, di mm. 105 ha un grosso foro d’imboccatura e di sfogo. Il terzo, di mm. 107, ha una forma vagamente a bottiglia con un piccolo foro in testa e un labium sul collo ed è chiuso al piede. Il quarto ha una forma a croce di mm. 74 x 115, con l’imboccatura e il labium sul lato corto, un foro sul lato destro e un cilindretto interno. Il quinto è simile al precedente di dimensioni mm. 54 x 64 ma con due fori agli apici dei bracci laterali. Il sesto è un fischietto di mm. 103, aperto al piede, con un’imboccatura superiore e in labium sul corpo. Il settimo e l’ottavo sono simili al precedente ma di dimensioni di mm. 85 e mm. 72. l’ultimo è un piccolo fischietto, chiuso al piede, di mm. 68.

M. 49.    Musici da presepe napoletano, in terracotta policroma, di fattura molto popolare, databile alla seconda metà del XIX secolo. Questa piccola collezione di otto personaggi copia le bande di mori presenti nei presepi napoletani già nel Settecento ed è costituita da suonatori di trombe, tromboni, piatti, tamburi e serpentoni con i caratteristici abiti turchi.

M. 51.    Fischietti di varia provenienza. Il primo è un fischietto da caccia piemontese, in avorio con testa di satiro, lungo circa mm. 80 e databile al primo Ottocento. Il secondo è un fischietto da caccia in corno nero con testa di cane, piemontese, della lunghezza di mm. 75 databile alla metà del ‘700. Il terzo è un fischietto da caccia osso cilindrico di mm. 50 e databile alla metà del XIX secolo. Il quarto è fischietto da falcone in osso, databile alla fine del ‘700, di mm. 46 mentre l’ultimo è un flautino di osso a forma di pesce, con 4+1 fori, di mm. 110 databile alla metà del XIX secolo.

M. 52.    Giocattoli per bambini piccoli risalenti agli anni ‘50 del XX secolo: 1) raganella di latta di mm. 80 di diametro e 12 di altezza con disegnata una faccia di pagliaccio sul lato superiore, 2) sonaglio di metallo argentato costituito da una sfera di mm. 37 di diametro al cui interno vi è  una piccola biglia e un manico a torciglione di mm. 146 di lunghezza.

M. 55.    Coppia di sonagli giocattolo con fischietto ad ancia metallica. I due giocattoli risalgono agli anni ’30 del XX secolo, sono in latta e sono lunghi mm. 108. Il manico è tronco-conico e all’estremità libera ha il foro d’insufflazione del fischietto mentre all’altra estremità vi è un cilindro di mm. 38 di diametro con disegni di bambini e mm. 20 di altezza che contiene dei pezzettini di metallo che danno il suono del sonaglio. Il primo ha il disegno di un bambino pugile mentre il secondo ha un disegno di un bambino moschettiere.

M. 56.    Organetti diatonici giocattolo, risalenti agli anni ’40 del XX secolo, di produzione tedesca, in cartone pressato. Uno ha sei tasti di canto, il dorso rosso con i bordi dello strumento dorati e i mantici in carta fiorata, delle dimensioni di mm. 208 x 106 x 63. L’altro ha dieci tasti e due bassi, dorso e mantice rossi con bordi dorati e margini con un rinforzo metallico delle dimensioni di mm. 214 x 114 x 86.

M. 57.    Flagioletto francese (flageolet d'oiseau) e fischietto per bambini, in legno, risalenti agli anni ‘40 del XX secolo. Il flagioletto è lungo mm.102 e presenta quattro fori anteriori e uno posteriore con una grossa imboccatura e un labium approssimativo. Il fischietto è in legno colorato in amaranto, di mm. 47 di lunghezza.

M. 58.    Tamburello metallico e coppia di pupazzi suonatori, giocattoli risalenti agli anni ‘50 del XX secolo. Il tamburello è in latta colorata in verde e giallo con figure di animali antropomorfi e casetta, tedesco, marchiato Agatex, di mm. 162 di diametro per 39 di altezza, ha un foro per il pollice e tre coppie (una mancante) di piattelli. I pupazzi sono due suonatori di cassa e piatti, posti su una base di mm. 148 x 68 dotata di ruote. Il bambino, spingendo la base con un lungo fusto (mancante), fa girare le ruote sul terreno e queste, tramite un semplice meccanismo, fanno muovere i pupazzi.

M. 62.    Melodica soprano Hohner, costruita nel 1959 in metallo verde con tasti bianchi e neri. L’estensione è di due ottave (da Do4 a Do6). La melodica è uno strumento musicale simile all'accordeon e all'armonica inventata da Hohner nel 1950: si tratta di un aerofono ad ance libere dotato di tastiera. La melodica, nota anche come il pianica, blow-organo o key-flauto, ha una tastiera di venticinque note sulla parte superiore e si suona soffiando aria attraverso un boccaglio. Questo strumento è lungo mm. 338, largo 59 e possiede la sua custodia originale in cartone.

M. 63.    Melodica alto Hohner, costruita nel 1959 in metallo rosso con tasti bianchi e neri. L’estensione è di due ottave (da Fa3 a Fa5). La melodica è uno strumento musicale simile all'accordeon e all'armonica inventata da Hohner nel 1950: si tratta di un aerofono ad ance libere dotato di tastiera. La melodica, nota anche come il pianica, blow-organo o key-flauto, ha una tastiera di venticinque note sulla parte superiore e si suona soffiando aria attraverso un boccaglio. Questo strumento è lungo mm. 338, largo 59 e possiede la sua custodia originale in cartone e due boccagli di colore bianco e nero con diversa apertura per l’aria.

M. 64.    Kazoo di legno chiaro, francese, databile ai primi del Novecento. Lo strumento ha due membrane laterali la cui tensione può essere variata con un sistema a vite e un foro d’insufflazione centrale. Il tutto è contenuto in una custodia a forma di bussolotto di legno.

M. 65.    Zellophone, giocattolo americano prodotto nel terzo decennio del XX secolo dalla J. Pressman & co. Inc. di New Jork (n° 610). La Pressman Toy Corporation fu fondata nel 1922 da Jack Pressman e si specializzò nella produzione di giocattoli popolari di discreta qualità e, fino al 1947, produsse giocattoli ispirati alla produzione di Walt Disney.  Questo è una sorta di xylofono che come corpo sonoro ha otto tubi di vetro che vengono percossi con un martelletto in legno. Le dimensioni della scatola di cartone, che funge anche da supporto per lo strumento, sono mm. 340 x 230 e in essa sono contenuti, oltre agli otto tubi in vero, una serie di sei brevi melodie eseguibili con lo strumento.

M. 67.    Ocarine (quartetto), costruite in terracotta bianca dal pugliese Giorgio Cataldi. Sono il frutto della continua sperimentazione tesa ad aumentare l’estensione sonora di questo strumento monocamera nei tagli contralto e tenore e migliorare i suoni e il peso nei tagli basso e contrabbasso. I tagli sono in Do (mm. 141), in Sol (mm.146), in Fa (mm. 149) e basso doppia camera in Do (mm. 272). Gli strumenti sono marchiati G CAT e sull’imboccatura vi è l’indicazione della tonalità, presentano due fori posteriori e otto anteriori di cui l’ultimo e il terzultimo doppi. Il basso ha il doppio foro solo nel terzultimo del corpo grave mentre la camera acuta ha cinque fori anteriori e due posteriori.

M. 68.    Giocattolo a forma di clarinetto, anonimo, probabilmente tedesco, risalente alla fine del XIX secolo. Lo strumento è costituito da un corpo cilindrico e una campana lievemente svasata di legno dipinto in nero sormontati da un’imboccatura di legno chiaro. Il tutto è lungo mm. 354. Sul corpo sono disposti sei tasti che, azionati, liberano delle ance metalliche che producono altrettante note.

M. 69.    Ocarina contrabbasso in argilla "etrusca" costruita da Giorgio Cataldi nel 2013. Questa è la taglia massima raggiungibile da questo strumento: la lunghezza è di mm. 360 mentre il diametro all’imboccatura è di mm. 221. Oltre al foro del labium vi sono due fori posteriori per i pollici e anteriormente quattro fori per la mano destra e tre per la sinistra.

M. 70.    Ocarina in Do costruita nel 2013 da Giorgio Cataldi in argilla rossa. Lo strumento presenta nella parte posteriore due fori per i pollici e uno del labium e nella parte anteriore quattro fori per la mano sinistra e quattro per la destra di cui l’ultimo doppio. La lunghezza è di mm. 179.

M. 71.    Fischietto in metallo databile ai primi del ‘900, molto piccolo, mm. 35, e probabilmente destinato a un bambino.

M. 72.    Trombette in latta della prima metà del XX secolo, italiane, prodotte dalla ditta Marchesini. La Agostino Marchesini nacque nel 1908 e fu una delle ditte più vecchie produttrici di giocattoli, aveva sede a Bologna e marcava i propri giocattoli con la sigla AMB Bologna. Gli strumenti sono alti mm. 110 ed hanno un’ancia metallica per la produzione del suono. Il primo ha una colorazione a quadri neri, bianchi e rossi, il secondo a quadri azzurri, rossi e neri su fondo rosso. Entrambi hanno un piccolo manico azzurro e l’imboccatura bianca.

M. 77.    Flauto globulare popolare pugliese a quatto fori anteriori e beccuccio d’insufflazione. Grottaglie seconda metà del XX secolo, opera del ceramista Francesco Intermite che ne curò anche il raffinato decoro con il galletto tradizionale. Strumento ovalare con diametro di mm. 118 x 81.

M. 78.    Tamburello giocattolo salentino, databile alla metà del XX secolo, in legno di faggio e pelle con tre coppie di piattelli in latta. Il diametro è di mm. 183 mentre l’altezza della cornice è di mm. 48. Oltre ai tre fori per i piattelli, sulla cornice c’è un foro tondo per l’impugnatura.

M. 80.    Armonica a bocca artigianale, anonima, probabilmente costruita nella prima metà del XX secolo e costituita da un parallelepipedo in legno dipinto di rosso  delle dimensioni di mm. 415 x 120 x 74 che contiene le ance metalliche. Sul lato sinistro è posto una sorta di somiere, in legno scuro, con 22 lunghi (mm. 215) tasti che aprono il foro per lo sfogo dell’aria. L’insufflatore è costituito da un grosso tubo di rame posizionato sul lato corto dello strumento mentre sul lato destro vi è una maniglia di cuoio.

M. 81.    Clarina, giocattolo musicale tedesco, costruito dalla Hohner negli anni ’60. L’altezza è di mm. 390, imboccatura e campana sono in plastica bianca mentre il corpo, cilindrico di mm. 300, è ricoperto di carta telata nera. Vi sono otto tasti (scala di Do maggiore) che, azionati dalla mano destra, aprono i fori mettendo in vibrazione delle ance metalliche che generano le note.

M. 83.    Mirliton, costruito nel Nord Italia nel primo quarto del XIX secolo. Corpo cilindrico, in ebano, della lunghezza di mm. 301 e di mm. 24 di diametro e due fori d’imboccatura. I terminali, nei quali sono alloggiate le membrane, sono in legno di bosso a sezione tronco-conica riccamente torniti e colorati in rosso, di altezza di mm. 27 e di diametro finale di mm. 60 con alcuni segni di usura. La fattura raffinata indica una destinazione aristocratica e non un giocattolo per bambini. Pubblicato in: M. Kirnbauer, De Zwitzers hebben ook een zeker Instrument - Die Schweitz und die Eunuchenflöte, Glareana 50(2), 2002, 51-57, p. 55 (con foto).

M. 84.    Onion flute costruito nel Nord Italia, nella seconda metà del XIX secolo. Lungo mm. 598 e. Il corpo è in bambù di lunghezza di mm. 444 e diametro di mm. 24, presenta ad una estremità un grosso foro d’imboccatura di mm. 12 e diciotto piccoli fori di sfogo all’altra. I terminali sono in legno dipinto a forma di cipolla del diametro di mm. 42 sormontati da una punta, di mm. 38: su quella del foro d’imboccatura ci sono altri dodici piccoli fori di sfogo. In stile "chinoiserie", probabilmente per destinazione aristocratica (non un giocattolo per bambini). Potrebbe essere stato restaurato nel secolo scorso.

O. 2.       Playasax, strumento meccanico, americano, costruito nella prima metà del XX secolo, a forma di piccolo sax e costituito una sorta di armonica a bocca con ance metalliche che suonano guidate da carta forata montata su due rulli lignei e azionati da una manovella. Il brano montato sul rullo è: QRS Playasax, P136 Marching Thru Georgia.

O. 6.       Carillon italiano, costruito nei primi decenni del XX secolo. Lo strumento, metallico, è a forma di giostra con quattro cavalli in bachelite al centro e quattro figurine in legno a forma di bambini che giocano sulla giostra. Sulla parte superiore vi sono quattro piccole lampadine rosse alimentate da una batteria.


O. 54.     Le avventure di Pinocchio su dischi Durium a 78 giri, infrangibili (cartone). Opera incisa a Milano dal 6 al 17 novembre del 1933 nello studio fonografico Durium. Orchestra scelta dal teatro della Scala diretta dal maestro L. Malatesta. Il capolavoro di Collodi presentato, sceneggiato, parlato e cantato. Adattamento di A. Airoldi e G. Cantini, commenti musicali di M. Mariotti, scenari e illustrazioni a colori di “Attilio”. Set di 18 dischi custoditi in 9 doppie custodie illustrate da Attilio Mussino, a loro volta conservate in una scatola (mm. 290 x 275 x 60) di cartone, anch'essa brillantemente illustrata a colori. All'interno di ogni coppia di dischi vi è poi un pieghevole di due pagine in cui, solo sul recto, sono raffigurate delle figure che erano destinate ad essere ritagliate dal bambino e disposte sullo sfondo delle custodie a mo' di teatrino. Indice dei diciotto dischi è stampato sul verso della copertina. Le illustrazioni di Mussino, che seguono ovviamente la progressione degli eventi, hanno anche la particolarità di incorporare l'immagine del disco Durium all'interno della scena. Attilio Mussino, figlio di Ferdinando Mussino e di Filomena Caratti, si formò all'Accademia Albertina di Torino, dove ebbe come maestri Andrea Tavernier, Giacomo Grosso, Celestino Gilardi. Illustrò molti libri per ragazzi per Paravia, Speirani, Lattes; fra di essi figurarono vari racconti scritti da sua moglie Eugenia Giordani, educatrice, scrittrice ed insegnante; “Le orecchie di Meo”, scritto da Giovanni Bertinetti; “Tom Sawyer poliziotto” di Mark Twain e “Storia di uno schiaccianoci” di Alexandre Dumas padre. Il suo lavoro più celebre, tuttavia, è rappresentato dalle illustrazioni de "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino" di Carlo Collodi, pubblicato nell'edizione del 1911 della R. Bemporad e figlio.

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