Apertura

La collezione è visitabile ogni sabato, domenica e festivi prenotando alla mail collezionespada@gmail.com o telefonando al numero +39.328.7496672

MUSICA MECCANICA




O. 1.       Piano a cilindro a sedia da trasportare a spalla, fabbricato da Gillone di Casale Monferrato nei primi decenni dell’’800. La cassa, particolarmente raffinata, è in noce completamente intarsiata in palissandro e acero, tavola armonica in acero. La meccanica, che permette di cambiare i brani, e la manovella sono in bronzo, il cilindro chiodato e la vite sono in faggio.

O. 3.       Rolmonica, sorta di armonica a bocca che suona con un rullo di carta forata. Costruito nei primi decenni del XX secolo negli Stati Uniti presenta la dicitura: ROLMONICA / TRADE MARK REG / PATD 11-3-25 OTHER PATENTS PENOING 6-5-28. Lo strumento è in celluloide, delle dimensioni di 88 x 104 mm. e presenta dodici fori per le ance metalliche bitonali, un’imboccatura e due piccole manopole in legno per lo svolgimento e il riavvolgimento del rullo. Questo strumento è corredato da undici rulli di carta per altrettante canzoni.

O. 4.       Scatola musicale ad ancia con lettura a rulli di carta forata (organina). Germania, il probabile costruttore fu Welte di Freiburg, metà ‘800. Funzionamento a manovella che aziona due coppie di mantici a valvole contrapposte che mandano aria a due file di undici ance libere. Lo strumento è armato da un nastro di carta perforata di 2,5 mt. con la melodia di un valzer.

O. 5.       Carillon sorrentino, costruito nei primi decenni del XX secolo. Lo strumento è un portagioie a tre scomparti di fattura estremamente raffinata, costituito da intarsi floreali di numerosi legni. Il carillon costituito da rullo e pettine metallico si attiva all’apertura del coperchio ed esegue la canzone “O’ sole mio”.

O. 7.       Intona, cassetta musicale ad ancia costruita in Germania tra la fine del XIX secolo e l’inizio del successivo. Lo strumento funziona con una manovella che aziona i mantici e fa girare un disco forato. Il sistema di lettura è negativo, infatti, il foro dei dischi libera dei salterelli che, per mezzo di levette, permettono ai ventilabri di aprirsi e chiudersi. I dischi utilizzati sono metallici (più resistenti di quelli economici in cartone).

O. 8.       Grammofono giocattolo, databile al terzo decennio del XX secolo, di fabbricazione tedesca. Il grammofono è di forma triangolare (17 cm. di lato x 15 cm. la base lievemente convessa) ed è alto 63 mm. è in latta colorata con disegni di tre bambini musicanti per lato, ha una carica a molla con una leva che permette di selezionare due velocità di rotazione del piatto e la posizione di riposo e funziona con dischi a 78 giri/minuto del diametro di 15 cm.

O. 9.       Kiddyphone, grammofono costruito in latta e destinato ai bambini, funzionante con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. Databile al secondo decennio del XX secolo, è di forma cilindrica del diametro di mm. 168, è alto mm. 80, vi è poi un braccio con la puntina e la membrana e una tromba che è lunga mm. 145. La circonferenza è suddivisa in quattro parti; in tre sono disegnate scene infantili sulla quarta è stampato: Kiddiphone trade mark / MADE IN GERMANY / Regd. M.R. N° 5019 / U.S.A. PAT. APPL. FOR.

O. 10.     Gem Roller Organ, organo meccanico a cilindri chiodati, costruito negli USA (patented 1887) dalla ditta The Autophone Company Of Ithica di New York alla fine del XIX secolo. Lo strumento funziona a manovella, un mantice posteriore mantiene il vuoto mentre i due inferiori spingono l’aria contro una delle venti ance metalliche liberate dal movimento del rullo chiodato. Lo strumento è in legno di abete dipinto di nero mentre le scritte e i fregi sono in vernice dorata ed è corredato da quattro cilindri su tre dei quali non è possibile rinvenire il titolo del brano mentre su uno è scritto: 109 Marching Thru Georgia.

O. 11.     Grammofono per bambini, costruito in latta nei primi decenni del XX secolo in Germania. Lo strumento, tondo del diametro di mm. 152 e l’altezza di mm. 96, sulla circonferenza presenta quattro immagini di canti e danze e la scritta: D.R.G.M., GRANCA FLUN, MADE IN GERMANY. La carica è a chiavetta e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina, la membrana e la tromba sono collocati su di un braccio posto lateralmente al corpo.

O. 12.     Grammofono Nirona, databile al terzo decennio del XX secolo, marchiato: FABRIQUE FN ALLEMAGNE, in ferro rosso, quadrangolare. L’altezza è di mm. 128 mentre il lato è mm. 198. La carica è a manovella e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina e la membrana (allocata in un cono di metallo rosso) sono collocati su di un braccio posto a uno spigolo del corpo.

O. 13.     Grammofono giocattolo, marca Triumph, quadrangolare, in ferro dipinto di rosso, tedesco, databile al terzo decennio del XX secolo. La carica è a manovella e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina e la membrana sono collocati su di un braccio posto a uno lato del corpo.

O. 14.     Grammofono giocattolo, tedesco, marca Bing Valora, databile al terzo decennio del XX secolo, di forma triangolare e di colore verde scuro. La carica è a manovella, disposta lateralmente e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina e la membrana sono collocati su di un braccio posto all’apice del corpo.

O. 15.     Grammofono giocattolo, marca Bingola III, tedesco, databile al terzo decennio del XX secolo, di forma triangolare e di colore rosso. La carica è a manovella, disposta lateralmente e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina e la membrana sono collocati su di un braccio posto all’apice del corpo.

O. 16.     Grammofono giocattolo, marca Bingola II, tedesco, databile al terzo decennio del XX secolo, di forma triangolare e di colore beige. La carica è a manovella, disposta lateralmente e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina e la membrana sono collocati su di un braccio posto all’apice del corpo.

O. 17.     Grammofono giocattolo, marca Bing Valora, databile al terzo decennio del XX secolo, di forma triangolare e colorato a imitazione del legno. La carica è a manovella, disposta lateralmente e funziona con dischi di 15 cm. di diametro con velocità di 78 giri/minuto. La puntina e la membrana sono collocati su di un braccio posto all’apice del corpo.

O. 18.     Grammofono per bambini, statunitense, marchiato: ELECTRIC PHONOGRAPH / MODEL M 4007 / MADE IN U.S.A. / SPEAR PROCUTS INC. / BRIDGEPOST. CONN. Il movimento è dato da un motorino elettrico, ed è databile al quarto decennio del XX secolo. Il corpo, di latta rossa e gialla, è decorato con disegni per bambini, è di forma triangolare (lungo mm. 325 e largo mm. 196), e il braccio, posto all’apice acuto, monta la membrana e la puntina.

O. 19.     Grammofono tedesco, a manovella con doppio meccanismo per rendere molto più lunga la durata della carica. Velocità variabile intorno ai 78 giri/minuto. Corpo di legno di abete mordenzato noce, quadrangolare. Piatto e sostegno della tromba a collo di cigno in ghisa, riproduttore tedesco marchiato con un diapason. Tromba in latta bianca e verde.

O. 20.     Phonografo di Edison marchiato: TRADE / THOMAS EDISON / MARK / HOME, costruito nel 1903. Sulla copertura vi è stampata la scritta EDISON / HOME / PHONOGRAPH. Il fonografo è un riproduttore di suoni inventato da Thomas Edison nel 1877 ed è costituito da un asse metallico, azionato da una molla caricata da una manovella, su cui ruota un cilindro di cera precedentemente inciso con uno strumento detto dittafono. La puntina del riproduttore scorre sul solco inciso sulla cera e trasmette il suono a una tromba amplificatrice. I rulli avevano una durata prima di due e, successivamente, di quattro minuti. La fortuna del phonografo e di Edison crollò rapidamente con l’avvento dei dischi. Questo strumento è racchiuso in un contenitore di legno di mm. 408 x 215 x 150 e un coperchio semicilindrico con maniglia alto mm. 150. L’enorme tromba nera, suddivisa in undici settori è sostenuta da un’imbracatura metallica.

O. 21.     Rulli di cera (17) per phonografo di Edison nelle loro originali scatole di cartone della durata di due o quattro minuti. I rulli sono stati prodotti nel primo decennio dal XX secolo.

O. 22.     Theremin costruito alla fine del XX secolo negli USA. Questo strumento è stato inventato intorno al 1919 dal russo Leon Theremin e può essere considerato a tutti gli effetti uno dei primi strumenti musicali completamente elettronici. L'aspetto che rende veramente singolare questo strumento è il suo funzionamento: si suona senza toccarlo! E' composto fondamentalmente da due antenne, avvicinando e allontanando la mano dall'antenna disposta verticalmente si controlla l'intonazione mentre tramite l'altra, disposta orizzontalmente, si controlla il volume. Le due antenne sono montate su uno châssis che contiene i circuiti elettronici delle dimensioni di mm. 193 x 62 x 110, con due manopole che regolano l’accensione e l’intonazione.

O. 23.     Magnetofono Geloso G256 che, date le sue dimensioni ridotte, era chiamato "Gelosino". È dotato soltanto di due valvole (12AX7 e UL41) più un raddrizzatore al selenio. Fu costruito intorno al 1955 dalla ditta Geloso, fondata da John Geloso, nato nel 1901 in Argentina da genitori piemontesi rientrati in Patria nel 1904. Questa grande azienda italiana, tramite i suoi pregevoli e affidabili radioricevitori, registratori, amplificatori ci ha permesso nel corso di oltre un trentennio ('50-'70 circa) di registrare canzoni, ascoltare la radio, sonorizzare cinema, circoli, piazze e chiese. Questo modello è l’erede del famoso G255, da cui ha ereditato la simpatica pulsantiera colorata e la disposizione dei comandi, oltre che l'aspetto "rotondeggiante". Si tratta di un ottimo registratore a nastro impiegato anche per le registrazioni sonore. Presenta, davanti al centro, l'occhio magico utilizzato come indicatore delle profondità di registrazione, una valvola del tipo EM80.

O. 24.     Radiogiradischi con mobiletto portadischi e portabevande, databile intorno al 1950. La radio, a valvole e con mobile di legno, modello Taurus, costruita dalla famosa Watt Radio di Torino nel 1946, può ricevere in modulazione di frequenza su gamma di onde medie, corte, cortissime o selezione della presa fono, presenta un circuito supereterodina e alimentazione a corrente alternata (CA) / 110 125 140 160 220 Volt. Il giradischi è un Philips con braccio a testina mobile e possibilità di variare la velocità da 16, 33, 45, 78 giri/m’. È alloggiato, a scomparsa, nel cassetto superiore del mobile dal tipico aspetto arrotondato il quale presenta due scomparti laterali per le bevande e, centralmente, quello portadischi.

O. 25.     Radio a valvole americana, modello Q10-3, costruita dalla R.C.A. Victor (Radio Corporation of America) di New York nel 1947 (n° di serie B 73851), per il mercato svizzero, e venduta Au Grand Passage a Ginevra. Il corpo è in bakelite marrone, vi sono due manopole anteriori, color avorio, per il volume e la ricerca delle stazioni, mentre sul retro vi è la manopola per il cambio delle frequenze e l’antenna. La barra delle frequenze è posta nella parte supero-anteriore del mobiletto, le dimensioni sono: mm. 165 x 150 x 250. La gamma di frequenze va dal BC (Broad Cast band AM) al SW (Short Wave), il circuito è del tipo Supereterodina con frequenza intermedia (IF) 455 kHz, l’altoparlante è AP magnetodinamico (magnete permanente e bobina mobile), l’alimentazione è a corrente alternata di tipo europeo a 220 volt e le cinque valvole sono 12SA7, 12SK7, 12SQ7, 50L6GT e 35Z5GT/G.

O. 26.     Registratore a filo a valvole, americano, della Webster-Chicago, modello 228-1. Questo è un registratore, (dittafono), fu molto in voga negli anni Cinquanta del secolo scorso e utilizzava come supporto per la registrazione un filo di acciaio sottile, antesignano del nastro magnetico. È alimentato a corrente alternata a 120 Volts, 70 Watts, l’anno di costruzione è il 1951. L’apparecchio è corredato dal suo microfono originale in bachelite, dispone di 4 comandi sul pannello frontale per l'ascolto e registrazione, di una lampadina al neon per il livello della registrazione e la regolazione volume/accensione/spegnimento. Nella parte superiore si ha una leva per l'avviamento del filo e il riavvolgimento, nonché un contaminuti di massimo di 60 m’; le bobine furono prodotte da 15-30-60 minuti. Il filo, che scorreva a circa 62 cm. al secondo, era lungo oltre 2,5 Km, e tutto in una bobina che era avvolta e riavvolta in maniera corretta anche mediante l'oscillazione verticale della testina che permetteva un corretto sbobinamento della stessa. Il filo è di acciaio in "ERGON", ed era leggermente oliato per salvaguardare la vita della testina e una regolarità nello scorrimento del filo.

O. 27.     Uccellino che canta (singing bird), automa svizzero costruito nei primi decenni del XX secolo dalla ditta Reuge a Sainte-Crox. La storia della musica meccanica comincia nel XIV secolo nelle Fiandre ma solo nel 1780 i fratelli Jaquet-Droz inventano l’uccellino che canta. Nel 1848, il parigino Bomtems Blaise inventa il meccanismo dei singing birds che rimane sostanzialmente invariato fino ad oggi. Nel 1865 Charles Reuge, orologiaio di Val De Travers, si trasferisce a Sainte-Crox, cittadina famosa per la produzione di scatole musicali, e fonda la fabbrica di produzione di automi e uccellini cantanti che è ancora attiva. Questo strumento è formato da una gabbia con un uccellino rosso, su un trespolo, che gira su se stesso, muovendo il becco e la coda. L’altezza della gabbia è di mm. 311 mentre il diametro della base è di mm. 162, la struttura della gabbia è in argento, rivestito alla base e nella zona del gancio con porcellana Capodimonte a figure e fiori su sfondo argentato. Il marchio stampato sul fondo è: REUGE lira musicale MUSIC / SAINTE-CROX / MADE IN SWITZERLAND.

O. 28.     Serinette anonima, proveniente da Praga, databile alla seconda metà del XIX secolo. Il nome deriva dal francese serin (canarino), perché era utilizzata dalle ragazze dell’epoca per insegnare il canto ai canarini. Questo strumento è costituito da una cassetta di legno (mm. 233 x 165 x 151) all’interno del quale vi è un piccolo mantice, una vite senza fine che aziona un cilindro chiodato e delle leve che aprono le valvole del somiere. La manovella, posta anteriormente, aziona sia il mantice sia il cilindro il quale apre le valvole che convogliano l’aria alle dieci canne lignee alloggiate sotto lo strumento che producono il suono. Accanto alle canne vi è un cartiglio con l’elenco dei cinque brani: U panského Dvora (antica canzone popolare: Da una masseria signorile), Proč bychom se netĕšili (Perché non dovremmo essere allegri? Un brano tratto dall‘opera lirica di Bedrich Smetana “La sposa venduta“), Boleslav (città della Boemia centrale), Nesluyde mládenci (gioventù), Neťukej, neťukej (antica canzone popolare: Non bussare). Una leva di ottone posta sul lato destro permette di sollevare le leve e spostare il cilindro per cambiare canzone.

O. 29.     Grammofono portatile a valigetta marchiato: LA VOCE DEL PADRONE / logo del cagnolino che ascolta il grammofono / Società Anonima Nazionale del “Grammofono” Milano. La casa britannica si chiamava, in realtà, Gramophone, ma a causa del celebre dipinto di Francis Barraud "His Master's Voice" (La voce del padrone) che ritrae il cagnolino Nipper mentre ascolta un grammofono, usato come marchio nell'etichetta, assunse presto questa denominazione ufficiosa. Nel 1931 la SNG (Società Nazionale del Grammofono, fondata nel 1912 da Alfredo Bossi), la SAIF (Società Anonima Italiana di Fonotopia) e la Marconiphone (azienda italiana specializzata nella produzione di apparecchi radiofonici) si fusero per dar vita ad una sola azienda di produzione discografica e di importazione e distribuzione di grammofoni. Le misure di questo modello (HMV 102), costruito in Inghilterra intorno al 1934, sono: mm. 285 x 410 x 150, il numero di matricola è 2896. La carica è a manovella e la velocità può variare intorno ai 78 giri/minuto, dispone di un freno automatico e di un vassoio per il disco, la tromba per l’uscita del suono è posta sotto il piatto affianco al motore mentre la custodia per le puntine è situata sull’angolo anteriore sinistro.

O. 30.     Grammofono Pathé tipo Diffusor modello Lumière databile al secondo decennio del XX secolo. Alla fine del XIX secolo i fratelli Charles ed Emile Pathé fondano la Pathé Frères che, inizialmente, si limita a importare dagli Stati Uniti i fonografi di Edison e i grammofoni della Columbia, abbinati a cilindri registrati in francese. Poi, agli inizi del secolo, avvia la produzione in proprio con grammofoni, ribattezzati Pathéphonès, che presentano numerose innovazioni: la puntina è in zaffiro «illogorabile» che, spiega la pubblicità, «non è da cambiare dopo ogni audizione», assicurando contemporaneamente una riproduzione «senza suoni rauchi o nasali, ma voce perfetta». I Pathéphonès, che sono costruiti in Francia, Belgio, Austria e Russia, si differenziano dagli altri grammofoni perché la registrazione del disco inizia dal centro e finisce all'esterno. Inoltre Pathé adotta per i suoi dischi (prodotti in cinque misure, fino a 50 centimetri di diametro) il sistema di incisione verticale messo a punto da Edison per i cilindri. I fratelli francesi vogliono imporre il loro standard tecnico ma sono troppo intelligenti per «dimenticare» chi ha già comprato grammofoni di altre marche: nascono così gli adattatori meccanici che permettono di utilizzare i dischi Pathé su tutti gli apparecchi. Il successo è enorme, anche perché i Pathéphonès sono venduti a rate, con il sistema «Paghi mentre senti la musica»: in Italia si va da 65 lire per il Pathéphonès più economico in legno «uso noce» fino a 375 per il modello Duplex con due trombe (o imbuti, come sono definiti sui cataloghi). Questo grammofono ha la cassetta di legno delle dimensioni di mm. 360 x 450 x 138 la quale contiene il meccanismo perpetuo che, precaricato con manovella manuale, permette di far girare il disco costantemente. La tromba è conica, in cartoncino, ideata dai fratelli Lumière nel 1913, a forma parabolica, del diametro di mm. 358 al centro della quale c’è la puntina in zaffiro che «legge» il classico disco. Questo grammofono è in grado di riprodurre dischi Pathé da 29 e 35 cm. di diametro a 78 giri/m’ ed è marchiato, sul cartoncino: DIFFUSOR PATHE’ / BTE  S.G.D.E. mentre sul corpo vi è la scritta: Pathé.

O. 31.     Piano a cilindro marchiato Luigi Vosgien Novara via Totti. Vosigen fu tra i primi costruttori italiani di piani a cilindro di grandi dimensioni, adatti sia alle sale da ballo sia per concerti all’aperto, grazie alla collaborazione con la ditta Colombo, costruttori di pianoforti. Questo strumento, costruito tra l’ultimo decennio del XIX secolo e il primo del successivo, ha un rullo con sette canzoni, intercambiabili mediante una leva posta lateralmente mentre anteriormente è posta la manovella che aziona il piano.

O. 32.     Organetto (organetto da barberia) portativo a cilindro marchiato: COCCHI, BACIGALUPO & GRAFFIGNA / BERLIN. Schönhauser Allee 78, databile all’ultimo decennio del XIX secolo. Molti valenti costruttori italiani di organi meccanici fecero fortuna all’estero: Gavioli andò in Francia mentre Giovanni Battista Bacigalupo, nel 1879 emigra a Berlino e li fondò la prima azienda con Chiaro Frati: la "Frati & Co." In Buchholzer Street 1; nel 1891 fonda, con l'organaro Giuseppe Antonio Cocchi e il ristoratore Graffigna una nuova società sotto il nome di “Cocchi, Bacigalupo e Graffigna". La ditta ebbe il massimo splendore negli anni Venti e contò fino a cinquanta dipendenti e produsse strumenti come il Meloton, l’Harmonipan (Violinopan-organ) e il Tino Cornet organ. Questo strumento è dotato di una manovella che, oltre a far girare il cilindro, aziona due mantici i quali, incanalando l’aria verso le ance liberate dal movimento dei ventilabri, producono i suoni. Il cilindro può essere posizionato in sette posizioni corrispondenti ad altrettante canzoni. Il fronte è chiuso da un panno rosso che probabilmente sostituisce l’originaria stoffa dipinta. Le canzoni elencate sulla targhetta interna non corrispondono a quelle realmente eseguite per cui è possibile che il cilindro sia stato sostituito negli anni Trenta.

O. 33.     Radiolampada Europhon, disegnata da Adriano Rampoldi nel 1968. L'azienda Europhon nasce a Milano nell'immediato dopoguerra, proponendo sul mercato diversi modelli di radio funzionali, economiche e dal design accattivante. Diventata famosa per la produzione dei primi prodotti ibridi (la radioorologio, il radiotelevisore e la radiolampada, tutti disegnati da Adriano Rampoldi) ma conobbe il declino poco dopo, a causa d’incaute scelte aziendali. La radiolampada ha tre tastini: 2 per la regolazione dell'intensità luminosa (luce soffusa e luce piena) e uno per accendere la radio a transistor. La base è in ABS mentre il diffusore è in polimetacrilico. Radio a semiconduttori (transistor). Circuito supereterodina (in generale) con solo onde medie (OM), alimentazione a corrente alternata (CA) / 220 Volt e altoparlante AP magnetodinamico (magnete permanente e bobina mobile). Le dimensioni sono:165 x 230 x 165 mm.

O. 34.     Giradischi francese, costruito nel 1961, marchiato TEPPAZ – stereophonique –modele – 448. Teppaz è un marchio di grammofoni che ebbe un enorme successo: originariamente era una società di produzione di componenti elettronici fondata da Marcel Teppaz, negli anni '50 è il simbolo di feste a sorpresa, negli anni '60 della musica Yeye e, nel 1970, raggiunse la cifra di un milione di unità prodotte. Il marchio è stato acquistato nel 1998 da Jean-Claude Sensamat. Una volta chiuso, il giradischi Teppaz assomiglia a una piccola valigia di forma trapezoidale, con angoli arrotondati e due coperchi a cupola che, una volta aperti, mostrano i diffusori e tutti i circuiti dell'amplificatore a valvole in essi ospitati. Quest’apparecchio è dotato di ulteriori due coperchi con due amplificatori supplementari 6 watt e 1 tweeter l’uno, ha sei valvole di cui 4 ECL82 e due EF86, è in cuoio rosa e pesa kg. 11,4. Il giradischi ha tre manopole: una per lo spegnimento e il volume (arrèt puissance), una per i bassi (grave) e una per gli acuti (aigu). Vi sono inoltre una ghiera per il bilanciamento e una per la velocità di rotazione (0, 16, 33, 45, 78 giri/m’), una manopola per la tensione di alimentazione (127/160/ 220 V) e tre tasti per ambiance-brillance, per medium-aigu e avec-sans.

O. 35.     Radio a valvole italiana, modello 426, costruita dalla Allocchio Bacchini di Milano nel 1955-56. Il corpo è in legno marrone, sul fronte a sinistra vi è l’altoparlante mentre la barra delle frequenze è posta nella parte destra del mobiletto, vi sono quattro manopole anteriori, quella per l’accensione sotto l’altoparlante mentre sotto la barra delle frequenze vi sono le manopole per il volume, la ricerca delle stazioni e l’inserimento del giradischi e sul retro vi è l’antenna. Le dimensioni sono: mm. 620 x 320 x 250. La gamma di frequenze è data da onde medie (OM) e 2 gamme di onde corte (2 x OC), il circuito è del tipo Supereterodina con frequenza intermedia (IF) 465 kHz, l’altoparlante è AP magnetodinamico (magnete permanente e bobina mobile) con una potenza di uscita di 2,5 W, l’alimentazione è a corrente alternata 125-220 volt e le cinque valvole sono UCH81, UF41, UBC41, UL41, EM4, UY41.

O. 36.     Radio a valvole olandese, modello BX 480 A, costruita dalla Philips di Eindhoven nel 1949. Il corpo è in bakelite nera che incornicia una grossa protezione per l’altoparlante, vi sono quattro manopole anteriori: per l’accensione, il volume, la ricerca delle stazioni e l’inserimento del giradischi. La barra delle frequenze è posta nella parte superiore del mobiletto ed è costituita da mascherine di materiale plastico trasparente: una larga e quattro sottili. Le dimensioni sono: mm. 470 x 300 x 230. La gamma di frequenze va dal Onde medie (OM), lunghe (OL) e più di 2 gamme di onde corte (>2 x OC), il circuito è del tipo Supereterodina con frequenza intermedia (IF) 452 kHz, l’altoparlante è AP magnetodinamico (magnete permanente e bobina mobile), l’alimentazione è a corrente alternata a 110-245 volt e le cinque valvole sono ECH21, EAF42, EAF42, EBL21, AZ1.

O. 37.     Radio a valvole italiana, costruita probabilmente dalla ditta Ducati intorno al 1948. Il corpo è in legno marrone mentre il fronte è in radica di noce, sul fronte a sinistra vi è l’altoparlante mentre la barra delle frequenze è posta nella parte destra del mobiletto e, sotto di essa, vi sono tre manopole: per il volume, l’accensione e per la ricerca delle stazioni mentre l’antenna è sul retro. Le dimensioni sono: mm. 471 x 272 x 208. La gamma di frequenze è data da onde medie (OM) e 2 gamme di onde corte (2 x OC), il circuito è del tipo Supereterodina con frequenza intermedia (IF) 465 kHz, l’altoparlante è AP magnetodinamico (magnete permanente e bobina mobile) della Geloso, con una potenza di uscita di 2,5 W, l’alimentazione è a corrente alternata 125-220 e le cinque valvole sono 6A8G, 6K7, 6Q7G, 6V6G, 5Y3G. Nel 1926, a Bologna, la famiglia Ducati e altri investitori bolognesi fondano la Società Radio Brevetti Ducati, con l'intento di produrre industrialmente componenti per la nascente industria delle trasmissioni radio, basati su brevetti di Adriano Ducati. Dopo la seconda guerra mondiale comincia la produzione di motocicli che attualmente caratterizza quest’azienda.

O. 38.     Dittaphono tedesco “Orbaphon”, costruito a Stoccarda nel 1913 da George Kromm. Questo strumento serviva a incidere i rulli di cera utilizzati per la riproduzione vocale dei fonografi per una durata di quattro minuti. È composto da un motorino elettrico che permette di far girare il rullo, da una campana in ottone, fissa o collegata a un tubo, che raccoglie i suoni (inizialmente era utilizzato solo per le registrazioni vocali, successivamente Edison pensò di utilizzarlo anche brani musicali), un apparato incisore che incide il rullo di cera (riutilizzabile fino a 130 volte) e un pennellino che pulisce le sbavature di cera sul rullo.

O. 39.     Grammofono da viaggio Mignonphone. Creato e brevettato a Parigi (SGDG brevetto francese) nel 1920, il Mignonphone è un raro grammofono francese in miniatura. E 'stato prodotto in diversi colori tra rosso, verde, nero, tabacco e blu. La tromba esagonale è pieghevole in cartone rigido ed è posta nel coperchio quando il grammofono è chiuso. Il disco è avvitato sul piatto girevole. Le dimensioni della cassa chiusa sono mm. 210 x 135 x 70. Questo esemplare, color tabacco, è stato prodotto intorno al 1926, sul diaframma, tondo, vi è la scritta: MIGNOPHONE / SOUND BOX / FABRIQUÉ en FRANCE / W.H.SMITH & SON. / PARIS mentre sullo scatolo vi è la targhetta del negozio che lo ha venduto: G. Jandelli a Beziers. La carica è manuale: la manovella si posiziona sulla faccia anteriore dello strumento, dove troviamo anche la leva dello stop e della regolazione della velocità mentre la tromba è montata su di un sostegno posto sullo spigolo anteriore sinistro della cassetta.

O. 40.     Amorette, scatola musicale tedesca a dischi forati di stagno. Lo strumento, costruito dall’orologiaio Otto Bergmann a Lipsia intorno al 1898, è costituito da una scatola di legno dipinto di nero, delle dimensioni di mm. 335 x 248 x 180, all’interno della quale vi sono due mantici e un somiere con sedici ance metalliche libere. Una manovella aziona i mantici e fa girare i dischi, fissati da una leva sul piano dello strumento, i quali premono delle leve che liberano le ance che emettono le note.

O. 41.     Scatola musicale francese funzionante con ance libere a pettine azionate da un piccolo cilindro dentato, risalente agli anni ’30 del XX secolo. La cassetta è in legno chiaro delle dimensioni di mm. 101 x 76 x 49. Sulla cassetta vi è una stampa con paesaggio campestre e la manovella che aziona il cilindretto. Sul fondo vi è un cartiglio con la scritta: MUSIQUE à 1 AIR / Lazila Dimacly / MADE IN FRANCE FABRICATION FRANCAISE / N° 1129.

O. 42.     Carillon Reuge, meccanico a carica manuale (Volga) costruito probabilmente nel 1972. Cassa in radica di olmo e cristallo molato, con pettine a 72 note e cilindro a tre melodie, brevi brani tratti dalla 5°, 6° e 9° sinfonia di L van Beethoven. Una carica completa permette di riprodurre circa 16 volte le melodie. Facendo scorrere lateralmente il pulsante posto sul lato frontale, il carillon riproduce tutti i brani, riportandola in posizione di partenza la melodia si arresta alla fine del brano. Il meccanismo è sempre visibile. La melodia riprodotta è individuata attraverso un piccolo indicatore in cui una freccia indica il numero del brano e ciascuna melodia ha una durata di circa 36 secondi. Le dimensioni sono di mm. 230 x 145 x 100 e sul meccanismo vi è il numero di serie 18037. Quest’impresa, nel cuore del massiccio del Giura, è stata fondata nel 1865 dall’orologiaio Charles Reuge ed è rimasta un’impresa familiare fino al 1988, quando è stata trasformata in una società per azioni che oggi impiega circa 60 collaboratori. Antoine Favre è il padre della scatola musicale e i movimenti musicali contemporanei si basano su un'idea antica di oltre due secoli: nel 1796, l'artigiano di Ginevra sostituisce il timbro e la molla esistenti con delle lame vibranti. I suoni sono divinamente più chiari, più vari e precisi. Questa innovazione è all'origine della storia della musica meccanica. Le conoscenze dei maestri di carillon si diffonderanno grazie ad alcuni artigiani orologiai che avevano lasciato Sainte-Croix per lavorare a Ginevra. Nel periodo delle Guerre Napoleoniche ritornano nel paese natale, per la mancanza di mano d'opera e si mettono a coltivare la terra, senza abbandonare tuttavia il lavoro in atelier. Forte di questo inestimabile know-how, la regione di Sainte-Croix diventa presto la culla della scatola musicale. All'epoca il borgo contava appena tremila abitanti, ma le autorità capiscono presto tutto il potenziale economico derivante dalla produzione artigianale della musica meccanica: a quell'altitudine è praticamente impossibile vivere dei prodotti della terra. Fondata nel 1808, la Société di Horlogerie di Sainte-Croix richiama dalla città i più grandi maestri orologiai. Mentre essi dividono il loro tempo tra l'agricoltura in montagna e il lavoro in atelier, gli abitanti del paese beneficiano del loro prezioso insegnamento. Gli orologi e le scatole musicali che producono ne guadagnano in raffinatezza e precisione. In pochi anni, Sainte-Croix è in grado di concorrere con le grandi Maison di Ginevra.

O. 43.     Meccanica per carillon, della seconda metà del XX secolo, in metallo. Pettine a 18 note che suona la melodia di stille nacht.

O. 44.     Phonografo Royal della ditta Pathè Freres, costruito nel 1904. È un riproduttore di suoni costituito da un asse metallico, azionato da una molla caricata da una manovella, su cui ruota un cilindro di cera. La puntina del riproduttore scorre sul solco inciso sulla cera e trasmette il suono a una tromba amplificatrice. I cilindri di cera utilizzati su questo strumento, i Salon, erano di dimensioni maggiori dei consueti rulli avendo un diametro di mm. 90 e un’altezza di mm. 106. Queste dimensioni permettevano una qualità della riproduzione molto migliore rispetto ai rulli di Edison. Le dimensioni della cassa sono cm. 24 x 16 x 12.

O. 45.     Rulli di cera (sette) per fonografo Pathè del tipo Salon, in custodie di cartone con tappo metallico, con un diametro di mm. 90 e un’altezza di mm. 106. Queste dimensioni permettevano una qualità della riproduzione molto migliore rispetto ai rulli di Edison.

O. 46.     Radiomangianastri Philips Roller costruito nel 1980, con funzioni di radio FM MW LW SW e lettore di cassette a nastri magnetici. Di colore rosso, questa radio è stata esplicitamente progettata per il mercato dei giovani. Gli altoparlanti sono stati nettamente separati dal corpo principale mantenendo il sintonizzatore radio e lettore di cassette. La maniglia evidente richiama la portabilità; la parte posteriore mostra dei rigonfiamenti sotto i quali sono alloggiate le batterie. I colori brillanti e finitura di plastica lucida creano un look contemporaneo giovane e distinto.

O. 47.     Amplificatore valvolare FBT databile agli anni ’60 del XX secolo, dalle dimensioni di cm. 55 x 20 x 38 e dal colore grigio chiaro, presenta due altoparlanti da 12 watt. Sulla parte superiore sono alloggiati una spia verde per l’accensione,  la leva on/off, il fusibile, tre manopole di colore verde (VOL), rosso (NI) e giallo (LO) e quatto fori jack (døb, due ingressi e una uscita).

O. 48.     Televisore Voxons mod. T 1101, in bianco e nero, prodotta nel 1970 a Roma dalla FARET (Fabbrica Apparecchi Radio e Televisione SpA). Il corpo è in ABS senape e lo schermo in plexiglass. Le misure sono cm. 28 x 32, e 26 di altezza. Tecnica di conversione super-eterodina, bande d'onda VHF/UHF e altoparlanti a magnete permanente dinamico (PDyn) a bobina mobile.

O. 49.     Mangiadischi Cichito, prodotto in Italia nel 1977 dalla Wilco per dischi a 45 giri. Quest’apparecchio, piuttosto spartano (ha un solo tasto per il volume e quello per l’espulsione del disco), è alimentato sia a 220 Volt sia a batterie per assecondare la moda del tempo di poter sentire musica in qualsiasi luogo.

O. 50.     Parlophon, grammofono a valigetta di piccole dimensioni (285 x 160 x 240 mm.) funzionante a manovella. Fondato in Germania nel 1896 da Carl Lindström, il marchio Parlophon è stato inizialmente utilizzato per la costruzione di grammofoni prima che la società iniziasse a produrre dischi. Il simbolo ₤, in tedesco, sta per Lindström. L'8 agosto 1923, è stato istituito il ramo britannico, "Parlophone" (con la "e" finale), guidato da A & R Manager Oscar Preuss. Parlophone ha stabilito un accordo di locazione principale con base di comproprietà Stati Uniti Okeh Records, rendendo Parlophone leader tra le etichette jazz nel Regno Unito. Il CLPGS pubblica un elenco di titoli Parlophone emesse tra il 1923 e il 1956. Il regolatore del numero di giri posto anteriormente insieme al foro per la carica la manovella, monta una testina con membrana in mica marca Parlophon. Il supporto della meccanica, la tromba interna con sportellino laterale per regolare l'intensità sonora e il braccio sono in legno mentre la valigetta è in pelle.

O. 51.     Proiettore domestico Pathé Baby, costruito nel 1929 e distribuito per il mercato italiano con pellicola da mm. 9,5 a perforazione unica e interassiale tra i singoli fotogrammi (per gli appassionati del genere, trattasi del mitico "battinove"), non sonorizzato. La Pathé Frères venne fondata a Vincennes nel 1896 da Charles Pathé, insieme ai fratelli Emile e Théophile, e fu effettivamente la prima società cinematografica che controllava tutto il processo produttivo della realizzazione di film: dalla fabbricazione della pellicola fino alla produzione e infine alla distribuzione nelle sale. Nei primi anni del 1900 essa apre filiali in tutto il mondo e riesce a vendere agli Stati Uniti un metraggio di pellicole due volte superiore a tutta la produzione americana. Nel 1907, quando cominciavano a sorgere altre società di produzione, la Pathé fu ancora la prima ad intuire le regole di mercato, decidendo di non vendere i film ma di noleggiarli creando il Consorzio Pathé, e ponendo così le basi del commercio cinematografico che prosegue ancor oggi. Nel 1918 i fratelli decisero di separare la parte di azienda legata alla produzione di dischi, dando vita alla casa discografica Pathé divenuta, dopo l'accordo con Guglielmo Marconi del 1924, Pathé Marconi. La filiale italiana era a Milano nel palazzo Pathè sito in via Luigi Settembrini, 11 e in via Ruggero Boscovich, 30. In via Ruggero Boscovich, 32, è ancora visibile il mosaico di Galileo Chini del primo logo aziendale: ora è sede della Di Baio Editore, casa editrice specializzata in architettura, arredamento e design. Il proiettore cinematografico è in metallo, a sviluppo verticale di mm. 515. E' costituito sostanzialmente da una base di mm. 100 x 180 con quattro piedini, un motorino elettrico, l'apparato illuminante, il dispositivo di proiezione, le bobine porta pellicola. Il motorino elettrico è fissato alla base con appositi incastri, ha una presa per il collegamento all'alimentazione esterna, una spina per il collegamento al proiettore, un interruttore di accensione e un reostato per la variazione dell'intensità di corrente erogata al proiettore (il proiettore funziona con tensioni da 110V) posto in un piccolo alloggiamento in legno di cm. 26 x11 x 12,5. Alla base è fissata una struttura verticale in metallo al centro della quale si trova il dispositivo di proiezione costituito da una lente, un otturatore rotante, una manovella per l'avanzamento manuale. Sopra è inserito un braccio in metallo sul quale si inserisce una delle due bobine (quella con la pellicola da proiettare) e i rocchetti cilindrici che guidano la pellicola nel suo moto attraverso il proiettore. L'altra bobina (quella che riceve la pellicola già proiettata) è inserita, mediante un apposito telaio in metallo, direttamente nella base, dalla parte opposta rispetto al motorino. Solidale alla bobina è inserito, sullo stesso asse di rotazione, un disco da collegare con una cinghia per la trasmissione del moto. Dietro alla lente del dispositivo di proiezione, si inserisce l'apparato illuminante costituito da una lampadina a filamento a basso voltaggio con resistore fisso, uno specchio concavo e una lente condensatrice, collocati in posizione opposta rispetto alla lampada, inseriti in un contenitore cilindrico collegato elettricamente alla base. Questo cilindro è vincolato nella parte bassa ma apribile a compasso per permettere il posizionamento della guida film, un telaietto rettangolare posto tra condensatore e lente di proiezione che costituisce la guida per lo scorrimento della pellicola. Questo telaietto presenta una riquadro rettangolare in corrispondenza del punto in cui si posiziona il fotogramma che viene proiettato. Sul telaio, sotto all'apparato illuminante, è presente un vano circolare, chiuso da un vetro, nel quale si raccoglieva la pellicola proiettata se non era disponibile la bobina ricevitrice. In questo caso la pellicola da proiettare era inserita in un apposito vano posto nella parte alta del proiettore. Proiettore da tavolo per usi amatoriali. Utilizzava pellicole da 9.5 mm. forate al centro, normalmente in bobine da 8.5 mt. La presenza del bracci porta bobine, del supporto del motore, delle pulegge di rimando, permetteva la proiezione di film "super" ovvero di lunghezza 100 mt. Questo proiettore poteva essere utilizzato sia manualmente mediante la manovella che con il motorino elettrico. Il proiettore è una macchina che proietta, a intervalli regolari, un fotogramma impresso su una pellicola cinematografica che viene fatta scorrere in maniera continua. Un obiettivo mette a fuoco l'immagine risultante su uno schermo. La proiezione avviene disponendo il proiettore di fronte ad un muro bianco o a un telo, si inserisce la pellicola presente nella bobina debitrice (superiore) nel telaio guida pellicola, si accende la lampada, si mette a fuoco l'immagine agendo sull'obiettivo e si procede con la proiezione azionando il motorino elettrico. La pellicola visionata viene raccolta nella bobina ricevitrice. Il proiettore è posto nel suo mobiletto in legno a tre cassetti stretti e un vano a due ante (mm. 1180 x 570 x 358) e posto sul piano superiore (posto a mm. 83 da terra) con pareti mobili per facilitare l’inserimento della bobina e con un grosso foro sul lato corto in corrispondenza del proiettore.


 O. 52.    Dischi (sette) a 78 giri/m' contenuti in una bobina di latta della Fono Roma. Questa ditta nacque il 26/11/1931 e subito si distinse per innovazione e ricerca. Sue sono le prime incisioni di jazz con l'orchestra Carlini, diretta da Sesto Carlini nel 1932, nel 1933 incise la monumentale opera di musica popolare sarda di Gavino Gabriel e fino agli anni 70 incideva rock progressivo fusion (gli Area). Attualmente spiccano i suoi studi di doppiaggio. I dischi contenuti nella bobina sono: 1) disco inciso da un solo lato con etichetta: DISCOTECA DI STATO / K R 153 D. d. S. 16 / GIOVANNI GENTILE / "I patti lateranensi e il pensiero italiano" (Dal discorso per l'inaugurazione del VII Congresso Naz. di filosofia, letto in Campidoglio il 26 maggio 1929.VII presente il Capo del Governo BENITO MUSSOLINI). 2) disco con etichetta manoscritta; A: Pessac best side 25/12/33, B: Pessac GHK 8/12/33. 3) disco inciso da un solo lato con etichetta: S. A. FONO ROMA / REPARTO FONOGRAFICO / DISCO N. scritto a mano KR 250 30-1-34 / Voi che sapete / sopr. G. Pederzini. 4) disco con etichetta: S. A. FONO ROMA / REPARTO FONOGRAFICO / DISCO N. scritto a mano KR 211A 5-1-34 /  Marechiaro / orch. Fragna, sul lato A e KR 211X 5-1-34 /  Marechiaro / orch. Fragna, su quello B. Armando Fragna (Napoli, 2 agosto 1898 – Livorno, 15 agosto 1972) è stato un musicista e compositore italiano che per circa 20 anni ha diretto una delle orchestre della RAI. 5) disco EXCELSIUS T 6237 con etichetta non in vendita; A: Tu ca nun chiagne (De Curtis) / GIOVANNI ASSANTE TENORE, B: Torna a Surriento (De Curtis) / GIOVANNI ASSANTE TENORE. 6) disco Columbia D 12543; A: LA TOSCA / E lucean le stelle / ALESSANDRO GRANDA, B: LA TOSCA / Recondite armonie / ALESSANDRO GRANDA. Registrazione del 1932, a Udine, del tenore peruviano il cui vero nome è Alejandro Granda Relayza (Callao, 26 novembre 1898 - Lima, 3 settembre 1962). 7) disco PARLOPHON; A: LETTERA DI MANON / ORCHESTRA EDITH LORAND / B-27039 II, B: AUBADE PRINTANIÈRE /  ORCHESTRA EDITH LORAND / B-27039 I. La "Edith Lorand Orchestra" è stata una delle band più famose della Repubblica di Weimar, con numerose apparizioni all’Admiralspalast di Berlino. Nel suo duplice ruolo di violinista virtuosa e direttrice d'orchestra, Edith Lorand (17 dicembre 1898 Budapest - 23 Novembre 1960 New York) divenne rapidamente la stella e, allo stesso tempo, un simbolo del l'emancipazione femminile nel 1920.

O. 53.     Magnetofono Geloso G255 S famiglia, a tre valvole, costruito nel 1955 dalla ditta Giovanni Geloso a Milano, nello stabilimento di viale Brenta 29 su licenza Arrigo Castelli, e messo in vendita a 42000 lire più 230 lire di tasse radio, 46000 lire completo di accessori. La velocità è di 4,75 e 9,5 cm/sec, le valvole montate sono: UL41, 12AX7 e DM70, la banda passante è 100 - 4500Hz e 80 - 6000Hz, l’alimentazione è 110 - 220Volt e le dimensioni sono cm. 24 x 13 x 14. Sulla parte superiore vi è un coperchio trasparente che, aperto, dà accesso alle bobine, alle testine e al capstan, al selettore di velocità e alla manopola del volume. Sul lato destro ci sono quatto tasti: il rosso è per la registrazione, il nero per la messa in pausa, il verde per l’ascolto e il giallo per il riavvolgimento. Sulla faccia anteriore sono visibili l’occhio magico che serviva per indicare il livello di registrazione e una leva rossa per la frizione del nastro. Sulla faccia posteriore troviamo il selettore di tensione, l’entrata per il microfono e l’uscita per gli amplificatori. È presente anche il microfono T32.

O. 55.     Rolmonica cromatica, sorta di armonica a bocca che suona con un rullo di carta forata. Costruita nel terzo decennio del XX secolo negli Stati Uniti presenta la dicitura: ROLMONICA / TRADE MARK REG / CHROMATIC / PAT. NO. RE. 16986 – NO.1.720.991. Lo strumento è in celluloide, delle dimensioni di mm. 119 x 92 x 36, presenta 8 + 8 fori per le sedici ance metalliche monotonali, un’imboccatura e due piccole manopole in legno per lo svolgimento ed il riavvolgimento del rullo a fianco delle quali vi è la scritta TO / ROLL e TO / PLAY. Questo strumento è corredato da 3 rulli di carta per altrettante canzoni.

O. 56.     Amplificatore italiano LEM B 202, costruito nel 1970. Nel 1969 nacque, a San Giovanni in Marignano (RN), il marchio LEM (Laboratorio Elettro Musicale), dalla GEM di Matteo Galanti, dedicato allo sviluppo di sistemi di diffusione audio. Il marchio ebbe una veloce crescita fino a diventare molto diffuso dapprima in Italia e poi nel mondo. La gamma di prodotti per amplificazione di LEM è stata molto utilizzata per applicazioni dal vivo in Italia ed in generale in Europa. La casa italiana era in grado di fornire da piccoli sistemi di amplificazione a grandi eventi live teatrali (è stata più volte fornitore del Festival di Sanremo) e all'aperto (tra cui la produzione internazionale de La traviata realizzata a Parigi nel 1999) ed impianti permanenti per parchi (ad esempio l'Aquafan di Riccione) e discoteche come il Bandiera Gialla di Rimini. Successivamente la LEM si dedicò alla costruzione di sistemi audio Computer /modeling based (ovvero con possibilità di controllo DSP per la gestione EQ) come la serie Tourmaster nelle diverse versioni. Questo apparecchio è in due pezzi, l’amplificatore vero e proprio di cm. 67 x 28 x 16,5 e la cassa acustica monocono di cm. 55 x 57 x 38. Sulla faccia anteriore dell’amplificatore ci sono due entrate, il tasto bright, le manopole volume, bass, middle e treble, cinque leve per l’equalizzazione e le manopole compress e master; sulla faccia posteriore vi è l’interruttore e l’uscita per le casse.


2 commenti:

  1. Ciao, ho appena costruito un'orchestrina meccanica itinerante, se volete passare a darci un'occhiata...c'ho messo 3 anni per costruirla!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, sono molto incuriosito dalla sua orchestrina, può mandarmi i particolari al mio indirizzo collezionespada@gmail.com grazie Francesco

      Elimina